Il nome di questo blog è preso, se pur in modo polemico, da una poesia di Byron, che recita così: "to do good to mankind is the chivalrous plan". In realtà il vero obiettivo di ogni cavaliere preaux e gentile, è seguire Cristo attraverso la bellezza nell'avanture che è la vita.
"La cavalleria non è un'idea ovvia. Si tratta di un delicato equilibrio fra i sessi che conferisce il più raro e poetico genere di piacere a coloro in grado di coglierlo" Gilbert Keith Chesterton

martedì 23 agosto 2011

Guerra giusta e guerra etica

San Tommaso d'Aquino diceva che per fare una guerra giusta sono necessarie tre cose: una giusta causa,. l'autorità per farla e una giustissima intenzione.
Stando a ciò è probabile che nessuna guerra sia mai stata giusta e ciò è perlomeno certo per quanto riguarda questi ultimi ottocento anni; tuttavia, genialmente, da un paio di secoli si è trovato modo di nascondere questo incolmabile abisso di male dietro ad un'idea ingannevole, ossia quello di guerra etica. Essa non ha bisogno che di una giusta causa cui appellarsi, perché tutto il resto verrà santificato da questa, anche se le intenzioni segrete fossero malvagie ed anche se mancasse l'autorità o il diritto per avviare un conflitto. La guerra etica giustifica ogni sua azione in nome di un ideale più alto (mentre chi ama la giustizia non può che piangere di fronte ad un qualsiasi male che deve compiere, fosse anche inevitabile); i suoi morti diventano martiri, cosa che alla fine neanche i pacifisti, pur dichiarandosi contrari ad ogni guerra, negano poi nei fatti.
D'altra parte il metodo della guerra etica è lo stesso di molti pacifisti: per uno scopo buono qualsiasi azione, gloriosa o miseranda, giusta o ingiusta che sia,è valida e meritevole, perchè ciò che conta è soltanto il risultato.
Se per la pace si deve ammazzare, se per la pace si deve combattere (sia chiaro, in un  conflitto e non in una guerra, oppure il pacifismo va a farsi friggere) ben venga alla fin fine, si è disposti a compiere questo sacrificio, si è disposti a fare il male un'ultima volta per poterne ricavare il bene.
Si sa bene però che violenza chiama violenza e che queste ultime volte sempre si moltiplicano

0 Manoscritti: