Il nome di questo blog è preso, se pur in modo polemico, da una poesia di Byron, che recita così: "to do good to mankind is the chivalrous plan". In realtà il vero obiettivo di ogni cavaliere preaux e gentile, è seguire Cristo attraverso la bellezza nell'avanture che è la vita.
"La cavalleria non è un'idea ovvia. Si tratta di un delicato equilibrio fra i sessi che conferisce il più raro e poetico genere di piacere a coloro in grado di coglierlo" Gilbert Keith Chesterton

venerdì 19 agosto 2011

Ancora vampiri

Sword and Crown, Michael O'Brien


Già per una repulsione naturale e qualche accorta lettura mi ero formato una certa opinione riguardo alle storie alla moda di vampiri e affini, riguardo alla semplificazione di morte e immortalità e fascini maledetti che sono a tali creature fantastiche connessi. Il mio già non benevolo giudizio, però, non ha potuto fare a meno di inasprirsi quando ho letto la recensione di Abraham Lincoln Vampire Hunter per numerosi e svariati motivi; il primo un adeguamento totale a quella che è oramai la storiografia di corte dell'opinione comune che è solita dipingere messer Lincoln come un salvatore, una sorta di messia della libertà e dell'uguaglianza, mentre si sa bene che riguardo alla dignità dei negri le sue idee non differivano poi più di tanto da quelle degli schiavisti, se non per quanto riguarda un borghese ribrezzo per la mancanza di libertà. 
La storia dei vampiri schiavisti poi tiene ben poco conto delle vere condizioni di lavoro degli schiavi, che erano assai migliori di quelle del proletariato delle industrie del nord, spesso quasi pari a quelle dei bianchi, dato che non era improbabile che si instaurasse uno speciale rapporto di fiducia fra servo e padrone. D'altro canto puzza maledettamente di marcio e di massoneria la società segreta dei vampiri "buoni" che vivono ammazzando soltanto uomini cattivi che non meritano più di vivere.
Per concludere, da quel poco che ne ho letto mi pare un libro che avrebbe il desiderio di essere illuminista e pieno di buoni ideali, ma che perde persino la luce fallace della semplice razionalità che aveva animato coloro che li ispirarono; insomma, un Anticristo mal riuscito per tempi che non sanno guardare più in alto

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