Credo che al mondo non esista persona più straordinaria di un cieco, perché ho ben visto che egli impara ad orientarsi con più acume e precisione di qualunque altro. Rimane impressionante come la mente umana ed un bastone bianco possano entrare nella più perfetta comunione di intenti e riuscire insieme in cose impossibili a qualsiasi altro uomo. C'è qualcosa di sommamente cavalleresco in ciò, come il rapporto fra un miles e la sua spada. C'è poi qualcosa di straordinariamente elfico nel modo in cui percepisce la presenza di qualcuno e mi appoggio ad una citazione del Signore degli anelli che spiega assai meglio di me: "Il nano respira così forte che potevamo colpirlo al buio" (ed in questo caso il nano, per non sminuire la tradizione dei soprannomi liceali, ero io, anche se fu più amichevole il saluto).
domenica 5 giugno 2011
Limite?
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